Rottamazione-quinquies: la rata del 30 settembre ha i 5 giorni di tolleranza?
No. E chi ha saltato la rata di luglio ha tempo solo fino a oggi. Ecco come funziona, con uno schema di esempio.
La domanda
«Ho aderito alla Rottamazione-quinquies e pago a rate. La rata scade il 30 settembre: se pago qualche giorno dopo, come nelle vecchie rottamazioni, sono ancora in regola?»
È la domanda che in questi giorni arriva più spesso in studio. Nelle rottamazioni precedenti esistevano i famosi cinque giorni di tolleranza su ogni rata, e molti danno per scontato che valgano anche questa volta.
La risposta breve
No. Per la rata del 30 settembre 2026 non ci sono i cinque giorni di tolleranza: il pagamento va fatto entro oggi.
La tolleranza esiste solo in due casi: il pagamento in unica soluzione e l'ultima rata del piano. Tutte le rate intermedie, compresa quella di oggi, hanno una scadenza secca.
C'è però anche una buona notizia: saltare una rata intermedia, da sola, non fa perdere la rottamazione. Si decade quando le rate non pagate diventano due, anche non consecutive, oppure quando non si paga l'ultima.
La norma
La Rottamazione-quinquies è stata introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 82-101, L. 30 dicembre 2025, n. 199). Le regole sulla decadenza stanno nel comma 95.
La tolleranza di cinque giorni è stata aggiunta dopo, con l'art. 10, comma 2-bis, del D.L. 27 marzo 2026, n. 38 (convertito dalla L. 22 maggio 2026, n. 88), ma solo per due situazioni:
- il pagamento in unica soluzione, scaduto il 31 luglio 2026;
- l'ultima rata del piano di rateazione.
Lo ha confermato l'Agenzia delle entrate-Riscossione nelle FAQ aggiornate al 18 settembre 2026 e nella comunicazione inviata ai contribuenti il 22 settembre.
L'Agenzia ha chiarito anche un secondo punto, decisivo per capire chi è in regola: l'imputazione progressiva. Ogni pagamento va a coprire prima la rata più vecchia rimasta scoperta, e solo dopo quella in scadenza.
Lo schema: chi è in regola oggi
Per rendere tutto più concreto, prendiamo un contribuente con una rata da 200 euro. Ecco come si trova a fine giornata, a seconda di cosa ha fatto a luglio e di cosa fa oggi.
Situazione al 30 settembre 2026 — esempio con rata da 200 €
Rate in scadenza finora: 31 luglio e 30 settembre.
| Caso | Rata di luglio | Cosa versi entro oggi | Risultato |
|---|---|---|---|
| A | Pagata entro il 31/7 | 200 € | In regola |
| B | Pagata ad agosto | 200 € | In regola — il versamento di agosto ha coperto luglio |
| C | Non pagata | 400 € | In regola e in pari — la soluzione consigliata |
| D | Non pagata | 200 € | Salvo, ma indietro di una rata — i 200 € coprono luglio, settembre resta scoperta. Nessun margine per il futuro |
| E | Non pagata | Niente | Decaduto — due rate non pagate |
Importi di pura fantasia, scelti per semplicità. La tua rata è indicata nella «Comunicazione delle somme dovute».
Il caso D è quello da guardare con più attenzione. Oggi non si decade, ma si resta con una rata di arretrato. E un arretrato che non viene recuperato, per effetto dell'imputazione progressiva, si trascina fino alla fine del piano.
Perché l'arretrato va recuperato subito
Chi resta indietro di una rata e poi paga regolarmente tutte le altre: ogni versamento «scala» sulla rata precedente.
Chi salta la rata di luglio e poi paga regolarmente tutte le rate successive vede ogni versamento imputato alla rata precedente. Alla fine del piano risulta scoperta proprio l'ultima rata, e il mancato pagamento dell'ultima rata comporta la decadenza.
In pratica si arriva in fondo al piano con l'ultima rata non pagata, cioè proprio uno dei casi che fanno perdere i benefici.
Gli adempimenti pratici
- Recupera i moduli di pagamento. Sono allegati alla «Comunicazione delle somme dovute», che trovi nell'area riservata del sito agenziaentrateriscossione.gov.it. Se non riesci ad accedere, puoi chiederne una copia dall'area pubblica dello stesso sito.
- Controlla se la rata di luglio risulta pagata. Se non l'hai versata, oggi paga anche quella (caso C dello schema).
- Paga con un canale che rilascia subito la ricevuta: home banking, sportelli bancari e postali, esercenti abilitati. Non aspettare le ultime ore della giornata.
- Conserva la ricevuta insieme alla comunicazione: è la prova della data del pagamento.
Se non hai rispettato la scadenza di luglio, tieni conto anche dei possibili effetti sulla regolarità contributiva (DURC), importante per chi lavora con appalti o partecipa a bandi.
Se la risposta è no: cosa succede con la decadenza
Se le rate non pagate diventano due, oppure se non si paga l'ultima, la definizione agevolata diventa inefficace. Le conseguenze sono pesanti:
- le somme già versate valgono solo come acconto sul debito complessivo;
- tornano dovuti sanzioni e interessi che la rottamazione aveva cancellato;
- l'Agente della riscossione riprende le procedure cautelari ed esecutive;
- i debiti non possono più essere rateizzati in via ordinaria.
In pratica
Se hai pagato luglio, anche in ritardo, oggi paga la rata di settembre e sei a posto. Se luglio l'hai saltato, oggi è l'ultimo giorno utile: paga entrambe le rate e torna in pari. Il primo documento da tirare fuori è la «Comunicazione delle somme dovute» con i moduli di pagamento.
Fonti
- Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Legge di Bilancio 2026), art. 1, commi 82-101, in particolare comma 95
- D.L. 27 marzo 2026, n. 38, art. 10, comma 2-bis, convertito dalla Legge 22 maggio 2026, n. 88
- Agenzia delle entrate-Riscossione, FAQ sulla Rottamazione-quinquies, aggiornamento del 18 settembre 2026
- Agenzia delle entrate-Riscossione, comunicazione ai contribuenti «Calendario Scadenze rate Rottamazione-quinquies» del 22 settembre 2026
Contenuto a scopo informativo, aggiornato alla data indicata in testa alla pagina. Non sostituisce la valutazione del caso concreto, che richiede l'esame dei documenti.